31 ott. 2008
Caro Direttore,
il mio nome è Anna Calderone, vivo in Sicilia e da anni mi occupo di volontariato presso il canile di Castelvetrano (TP). Le scrivo per chiederle un piccolo aiuto, piccolo per Lei ma grande per noi e per il nostro lavoro. Forse Lei è a conoscenza della gravissima situazione del randagismo nel Sud Italia. Per chi ama gli animali vivere qui è angosciante. Ogni giorno accogliamo e curiamo nel canile povere creature abbandonate, maltrattate nel corpo e nell’animo da gente senza scrupoli che sfoga ogni più basso istinto verso i più deboli e gli indifesi. E’ una lotta che ci vede impegnate sempre, giorno e notte, perché le emergenze sono continue e i volontari sempre troppo pochi: ma questi animali sono fragili, sono indifesi, ci guardano con occhi colmi di affetto e speranza, e questo ci dà la forza di andare avanti. In questo nostro lavoro abbiamo incontrato degli angeli, delle volontarie di Parma che ci hanno teso una mano e continuano ad aiutarci con ogni forza ed ogni mezzo. Si tratta dell’associazione “Qua la zampa” , in particolare delle volontarie Milena e Marcella, che ci sostengono sempre con tanti sacrifici personali ed economici. Da loro riceviamo cibo, medicine spesso costose, aiuti economici e materiali, ma più di tutto riceviamo l’indispensabile collaborazione per le adozioni di tanti animali sfortunati: è solo grazie a loro infatti che decine di cagnolini siciliani vittime dell’abbandono hanno trovato adozione nel Nord Italia, è solo grazie a loro se tanti poveri innocenti sono stati salvati da un destino orribile, e cioè la prigione a vita o, in alternativa, la morte in qualche strada della Sicilia.
Le scrivo dunque per chiederLe di far conoscere anche ai suoi lettori il lavoro straordinario di queste volontarie, tramite il Suo giornale Lei potrebbe chiedere un aiuto ed un sostegno da parte della città e dei cittadini a queste persone che, ogni giorno, nel silenzio, salvano vite innocenti senza chiedere nulla in cambio. La prego lo faccia, non per me ma per queste creature che soffrono senza colpa.
La ringrazio
Anna Calderone